Fusione tra Lardaro, Roncone, Bondo e Breguzzo. Nel primo incontro con la popolazione non pochi i dubbi emersi. La lettera di Michele Bella

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Parlo in qualità di partecipante e cittadino di Lardaro. Ieri sera siamo stati protagonisti di una quanto mai intensa dialettica che si è incentrata particolarmente sulla scelta fra la gestione associata obbligatoria sotto i 5000 abitanti e la fusione a quattro. Durante la lunga serata, nella popolazione di Lardaro - presenti a dir il vero trenta-quaranta persone - si sono manifestate varie preoccupazioni, più o meno fondate, a cui il Direttore del Consorzio dei Comuni Trentini A. Ceschi ha prontamente saputo rispondere. Molte critiche si sono però sollevate contro la nuova normativa in materia, una legge che di fatto non ha lasciato spazio all'autonomia dei piccoli comuni e dei loro cittadini, tuttavia - si direbbe - dura lex sed lex. Il Cons. Tonina, orientato per la fusione, ritenuta invero il "male minore", si è dovuto scontrare con l'accesa opposizione di parte del pubblico. Parte – sì – perché in fondo sono state poche sia pur ben motivate persone ad esternare la propria profonda negatività circa la fusione. Di fronte a tali tensioni, è stato quindi encomiabile l'atteggiamento pacato e mediatore del Sindaco W. Bonenti, il quale ha apprezzato il fatto che quantomeno si sia iniziato a parlarne pubblicamente, ovvero tra la comunità, e non solo in seno al consiglio comunale, di fatto non del tutto rappresentativo della popolazione.

I Sindaci dei comuni limitrofi presenti hanno quindi preso parola a favore del referendum, in fin dei conti un mezzo di democrazia diretta, incontestabile e risolutore. Difatti, l'espressione libera dei cittadini non ha da essere demonizzata o, men che meno, evitata, come alcuni presenti hanno sostenuto. Personalmente, ritengo sia necessario far esprimere i cittadini, indire il referendum per la fusione e dunque comprendere da che lato protenda la popolazione. Solo in questo modo, potremo risolvere questa intricata questione che indubbiamente ha lasciato i più amareggiati e disillusi. D'altro canto ritengo più che corretto intraprendere il percorso di fusione, giungere quindi ad un'unità fra i nostri quattro comuni - coesi e compatibili - sicché possa svilupparsi appieno una sinergia che ora come non mai si rende necessaria, indispensabile qual è per dar voce alle nostre popolazioni rispetto a realtà più grandi e gerarchicamente superiori quali quelle della Comunità delle Giudicarie e della stessa Provincia Autonoma di Trento.

Michele Bella, cittadino di Lardaro, responsabile giovani del movimento Nuovo Trentino Nuovo Tirolo - Freiheitliche