Poesia e Musica, Musica e Poesia. Una serata indimenticabile con Innocente Foglio, Andrea Pini e Michela Lombardi. E' stato come se ci avessero spolverato il cuore

Bagolino veduta 

L'evento "Poesia e Musica, Musica e Poesia" tenutosi a Bagolino ieri, purtroppo non è stato particolarmente partecipato a causa della concomitanza con diversi altri incontri nel paese (tra cui la presentazione dell'unica lista che si presenterà alle votazioni comunali che si terranno domenica) e dintorni ma, come ha detto Luca Ferremi alla conclusione, peccato per chi non c'era.
Ad aprire le danze è stato Innocente Foglio, rinomato poeta, parlando delle origini. "La terra è madre ancor prima della madre", il vincolo che ci lega al luogo in cui nasciamo è primario, tanto che, nel suo caso, la prima cosa che vede il mattino al risveglio è un vasetto di terra di Bagolino sulla finestra, di fianco alla protesi. Questo paese, racconta, così crudele e così dolce, con tali contraddizioni, dove ci son più scalini che persone, con tutte le difficoltà che ciò comporta, e dove, allo stesso tempo, i compagni di scuola lo portavano a spalle per compensare le mancanze strutturali. Paese dove la sua poesia è nata, e dove la scoperta dell'amore gli ha procurato l'ennesima frustrazione, quando seduti ad un tavolo le ragazze lo compiacevano ma al momento di andarsene, vedendolo zoppicare, veniva disdegnato. Finché qualcuna non superò l'imbarazzo e si accorse che il suo valore andava ben oltre quello fisico, il ché lo portò a pensare che se il 99 per cento delle donne son intelligenti allora dovevano accorgersi che c'era altro dietro l'aspetto...
Trasferitosi per poter studiare in una scuola adatta alle sue esigenze, prosegue nello snocciolare gli istinti umani: la cattiveria consolatrice del sentirsi fortunato spingendo la carrozzina di chi era più disabile di lui.
La rinuncia a ritirare in prima persona i premi vinti perché, vedendolo, non potessero pensare "ha vinto perché handicappato"...
Una serie di difficili esperienze nelle difficoltà di un mondo che se già di per sé spesso è inospitale, nel suo caso lo è stato ancor di più.
Un giorno a Torino, guardando nell'atrio di un palazzo, i colori che intravide risvegliarono la sua curiosità. Due gradini però lo dividevano inesorabilmente dalla possibilità di scoprirlo, finché un uomo non estrasse da dietro la porta uno scivolo... Così cominciarono la speranza di accedere a delle libertà negate e le lotte sociali per la sconfitta e l'abbattimento delle barriere architettoniche e non... "Quello scivolo è poesia!". Così, scivolando attraverso le sue esperienze è riuscito a far percepire chiaramente a tutti cos'è la poesia e tutta l'intensità delle cose, spogliate da ogni preconcetto e catalogazione.
L'aspettare fino a due ore il proprietario della macchina che bloccava il suo passaggio perché vedendolo divenisse cosciente delle sue azioni. "Non sono cattivi", dice, raccontando la mortificazione che provano, ma hanno bisogno di trovarsi di fronte la realtà per vederla.
E' questo, chiarisce, il suo compito: dire alle persone "Rallenta, così mi lasci in dietro!" perché possano fermarsi e percepire ciò che la vita e il mondo offrono e che spesso la possibilità di correre ci fa, appunto, lasciare in dietro.
E il tempo, che a volte "... si fa nemico, ed è allora che scopri quanto quel tempo ti sia stato fedele...", che ci toglie delle libertà con l'avanzare degl'anni, precocemente a chi ha già delle debolezze fisiche, ma inesorabilmente a tutti...
Consiglio davvero la lettura delle sue poesie, in particolare la raccolta "Ultima Fermata prima dell'Inferno"; se non bastassero gli importanti riconoscimenti e l'apprezzamento ricevuto da diversi premi Nobel, garanzia della qualità ne sono le ultime pagine lasciate vuote in caso il lettore non la gradisse e volesse scrivervi le motivazioni e spedirlo all'autore per essere poi rimborsato, anche se, ricorda con grande ironia, due dei tre che ha ricevuto non hanno ancora visto i soldi. Ma soprattutto invito caldamente chiunque a partecipare alle sue serate, perché il contatto umano e l'ascolto diretto rimangono qualcosa di molto più suggestivo e nutriente di ogni altro mezzo di comunicazione!
E tutto ciò è stato solo un intercalare tra le diverse sue poesie musicate, suonate da Andrea Pini e cantate da Michela Lombardi, elaborazioni particolari (come d'altronde avrebbe potuto essere diversamente?) che coinvolgono diversi generi, dove la chitarra emerge in tutta la sua espressività e il suo coinvolgimento sentimentale e la voce è talmente intensa che non necessiterebbe delle parole per trasmettere tutta la forza delle emozioni più profonde, come riconosciuto dallo stesso Foglio che ha elogiato i due artisti ritrovando in loro la stessa spinta verso la fuga, seguita da un invincibile bisogno di ritorno, e la stessa concentrazione di vitalità e ricerca di ciò che l'essere umano ha nel più intimo.
Dulcis in fundo, tre assoli: una canzone composta, suonata e cantata da Pini sullo stesso Bagolino "Undici tornanti"; "Il cielo capovolto" di Vecchioni cantata dalla Lombardi e la lettura di "Vorrei che un Cristo" di Foglio, prima ovviamente del bis.
E' stato come se ci avessero spolverato il cuore.
Insomma, serata di uno spessore notevole, peccato che il paese sia stato anche questa volta crudele; speriamo sappia trovare altre occasioni per ricompensarli del lavoro fatto e di tutto ciò che han saputo dare.