
"Con un'unica Cassa di Valle, avremmo risparmi superiori al milione di euro che potremmo rinvestire sul territorio". A lanciare il sasso il direttore della Cassa Rurale di Pinzolo, Gianfranco Salvaterra, che non esita a ribadire la necessità di un accorpamento delle casse Rurali di Pinzolo, Strembo-Bocenago-Caderzone e Spiazzo e Javrè per poter essere più efficienti ed efficaci nel svolgere il proprio ruolo. «Oggi la partita si gioca sui costi. Dobbiamo efficientare i costi. Per fare questo abbiamo bisogno di essere più grandi. Nelle tre Casse rurali ci sono figure che si sovrappongono. Con una Cassa unica si potrebbe riuscire ad avere una migliore ottimizzazione e una specializzazione maggiore che renderebbe produttive figure improduttive».
«Quella della Cassa di Valle, è una strada obbligata –rafforza il messaggio il Presidente della Cassa Rurale di Pinzolo Roberto Simoni-. «O decidiamo noi come farla, o lo deciderà qualcun altro al posto nostro». «I tempi e i fatti vanno in questa direzione. Ci risulta difficile oggi in un contesto di grossi gruppi parlare di Cassa rurale di Pinzolo, Cassa Rurale di Strembo.... il minimo assetto dimensionale è la valle». «Il progetto trentino per le Casse dice che in Trentino dovrebbero esserci 20 casse rurali. Se va in porto, la nostra Cassa rurale derivante dall'aggregazione delle Casse della Valle, rimarrebbe comunque piccola, sarebbe la penultima per dimensione. Non fare una fusione di valle sarebbe da miopi, perché si perderebbe una grande occasione che ci viene offerta». E soprattutto: «È un percorso che dobbiamo compiere per sostenere al meglio il nostro territorio. Oggi più che mai per la Cassa è valido il motto "l'unione fa la forza". La situazione economica e sociale attuale richiede un intervento comune e deciso per realizzare un'unica Cassa in grado di fornire maggiori servizi e maggiore sostegno a tutto il territorio della Val Rendena. Ci auspichiamo dunque che il progetto di fusione vada in porto e che vengano superate alcune diffidenze, per soddisfare i bisogni delle imprese e delle famiglie che sono il traino ed il punto focale dell'economia locale. Solo attraverso una piena, convinta e tenace collaborazione tra le casse il nostro territorio, che è la Val Rendena, riuscirà a superare l'attuale situazione economica».
«Dobbiamo dare il carburante a chi vuole fare sviluppo. Noi quello che raccogliamo lo restituiamo al territorio».
«Non è pensabile che ci siano situazioni dove si raccoglie 100 e si presta 50 .... Stiamo sottraendo risorse al nostro territorio che avrebbe bisogno di liquidità per lo sviluppo».