Migranti ....e adesso? la lettera di Anna Pironi del Circolo PD Giudicarie

mattia civico PDMercoledì sera l'incontro pubblico a Tione, promosso dal Circolo PD Giudicarie, poneva la domanda " Migranti....e adesso?" ; il consigliere provinciale del Partito Democratico Mattia Civico era presente per raccontare direttamente la sua esperienza a contatto con i profughi siriani , scappati dal loro paese, che stanno vivendo, se si può dire vivere, in un campo nel Libano a pochi chilometri dal confine con la Siria, con la speranza di tornarci un giorno; speranza che più passa il tempo e più svanisce .
Mattia Civico ci è andato più volte in Libano, negli ultimi sei mesi, per stare con i volontari dell'Operazione Colomba -Corpi Civili di Pace Papa Giovanni XXIII, una ONG riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri che opera in 27 Paesi: i volontari condividono la vita con i più poveri tra le vittime del conflitto, offrono la protezione dei civili più esposti alla violenza della guerra, attraverso la loro presenza, neutrale ed internazionale, promuovono il dialogo e la riconciliazione fra le parti in conflitto, in poche parole, non stanno solo a guardare e a discutere dei problemi, ma vanno a viverli con chi li sta subendo, perché solo così si può capire davvero: "ogni conflitto vicino o lontano ci riguarda e dovremmo lavorare affinché questo conflitto si abbassi!"
Ha conosciuto famiglie e le loro storie spesso drammatiche: una moglie che aspetta da tre anni il ritorno del marito di cui non sa più nulla, adulti e bambini malati che necessitano di cure; il campo è un ammasso di tende fatte con bastoni e teli di nylon, a fianco sorgono le case in costruzione dei libanesi , proprietari del terreno del campo, ai quali i profughi pagano un affitto.
Da luglio l'esercito libanese ha avviato alcuni sgomberi e il governo ha il timore del riaccendersi di conflitti interni; sgomberi che violano non solo il diritto internazionale umanitario, ma – dice Operazione Colomba – anche la stessa legge libanese.
Molti, fra i profughi, considerano seriamene l'opzione più estrema: emigrare per mare; è questa l'opzione che si sono trovati davanti anche le famiglie che Mattia Civico ha incontrato in questi mesi.

Così è nato il progetto di "corridoio umanitario", condividendo con tutti gli interlocutori possibili il dramma di queste famiglie: Operazione Colomba, Comunità di Sant'Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche, Tavolo Valdese, ministeri degli interni e degli esteri, Parlamentari trentini, come l'on. Michele Nicoletti e a livello locale con la Giunta Provinciale e soprattutto con l'allora vicario Don Lauro Tisi, che ha subito dato piena disponibilità per l'accoglienza.
A dicembre in sede di finanziaria il Consigliere Mattia Civico ha infine promosso, insieme ai capi gruppo di maggioranza e minoranza, un Ordine del giorno in Consiglio provinciale a Trento, sostenuto dalla maggioranza e dalla minoranza, di cui qui riporto una parte ..... il Governo italiano ha sottoscritto un accordo con la Comunità di Sant'Egidio e la Chiesa Valdese al fine di aprire un canale umanitario straordinario, il primo in assoluto, e mettere in protezione immediata un gruppo di famiglie di profughi siriani fra le quali anche quelle di cui in questa premessa ...... e quindi il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale
a sostenere il progetto di apertura del canale umanitario con il Libano, al fine di mettere in protezione il gruppo di famiglie di cui in premessa.
E così, il primo corridoio umanitario italiano parla un po' anche trentino. Per queste famiglie si apre la strada della speranza. É una storia di amicizia, di impegno, a lieto fine.
Sappiamo però che tanti, troppi profughi sono esposti a mille rischi; i mezzi di comunicazione diffondono notizie giornaliere sempre allarmanti.
Ormai assistiamo ad una alzata di muri, di varia natura, "per difenderci dall'invasione dei migranti", a manifestazioni estremiste contro l'accoglienza, anche e per fortuna a manifestazioni e catene umane della solidarietà verso queste persone che lasciano tutto ciò che avevano, con la speranza di salvare la propria vita e quella dei propri figli, con la speranza di un futuro senza la quotidiana paura degli effetti della guerra o delle persecuzioni, anche con la speranza di tornare nella loro terra!
Non sarà possibile liquidare il fenomeno della migrazione alzando muri! oltre ad essere inutile, mostra una visione corta di chi propone queste soluzioni ! I muri si alzano e poi si formano le brecce, è come fermare l'acqua del mare con le mani , è impossibile!. Occorre andare alle cause del fenomeno della migrazione; e se i migranti oggi stanno arrivando in massa in Europa dall'Africa, ebbene sarà compito dell'Europa, per primo riscoprire il senso dell'Europa stessa, e poi investire in Africa, per far sì che lì si possa vivere e in pace; investire in diplomazia e non solo, attraverso compromessi, certo, un compito non facile, ma che deve essere svolto, oggi necessariamente e urgentemente, in contemporanea alla gestione immediata dell'accoglienza, riducendo i tempi di verifica per i riconoscimenti o i rimpatri, ove si debbano fare.
Diversamente saremo sempre, come avviene da troppi anni, di fronte all'emergenza, non volendo ammettere che la migrazione dei popoli è una costante, sempre esistita e che continuerà ad esistere e che le cause della migrazione sono molteplici!
Guardando all'Italia, vediamo che in questo periodo vi è una desertificazione del 21% del territorio del Sud Italia: carenza di acqua a causa del clima (come in Bolivia, in California, in Medio Oriente, etc.). E' facile pensare come ciò potrà avere gravi ripercussioni sull'economia di quelle regioni ed è altrettanto facile prevedere che tanti italiani del sud,disoccupati , potranno "migrare" al nord , già successo in un passato non troppo lontano! un nord dove anche il Po, il grande fiume, non è più così grande! . Cosa dobbiamo sperare? che qualcuno copi le tecnologie di coltivazione e di gestione della risorsa idrica da Israele o che a qualcun altro venga in mente la proposta di alzare un muro sopra o sotto Roma?
E in tutto ciò, pur in presenza di una crisi economica che ci tocca pesantemente, non possiamo dimenticare tra l'altro, che l'Europa è un continente "vecchio" bisognoso di tanta, nuova e giovane forza lavoro che, in un futuro non troppo lontano, potrebbe pagare servizi e pensioni per la numerosa popolazione anziana.
Abbiamo enormi problemi davanti , spesso non si capisce come venirne fuori, ma non dobbiamo essere ipocriti e far finta di non vedere, la nostra generazione ha grandi responsabilità !
L'attore inglese Jude Law nei giorni scorsi ha visitato il campo profughi di Calais e ha chiamato a raccolta i colleghi per far sì che il governo inglese si prenda in carico almeno i tanti bambini non accompagnati, prima dello sgombero del campo ; hanno sottoscritto un appello che comincia così ..." Questa è una crisi umanitaria che ha bisogno di essere riconosciuta....."
E' proprio questo che bisogna fare, riconoscere che siamo di fronte ad un fenomeno globale , che ha più fattori scatenanti e per il quale dobbiamo mettere in gioco la nostra umanità e non stare a guardare! Ciò che abbiamo di fronte è la terza guerra mondiale a pezzetti, come ha detto Papa Francesco e dobbiamo tutti, nessuno escluso, reagire ai conflitti distruttivi che minacciano la nostra Terra.