
Revoca o sospensione? Ha chiesto a bruciapelo la presidente della Comunità di Valle di Tione Patrizia Ballardini. E la risposta, se ha chiarito il perchè della decisione del dott. Cutrupi, direttore dell'ospedale di Tione quale logica conseguenza di una delibera provinciale presa due anni or sono che Provincia e Azienda sanitaria hanno tutte le intenzioni di far rispettare. Meno chiare sono invece le motivazioni del provvedimento di revoca, che il dottor. Fernando Ianeselli, direttore del servizio ospedaliero della Provincia, a solo sette giorni di distanza, ha chiesto allo stesso direttore sanitario del nosocomio tionese. Nell'affollata assemblea di Tione - dove ieri si sono confrontati i responsabili dell'Azienda sanitaria con in testa il direttore Luciano Flor, sindaci, merdici, esponenti del mondo politico giudicariese e responsabili della Comunità di valle (sono intervenutii primari Dipede, Ciaghi, il responsabile di ortopedia Romano, il sindaco di Tione Gottardi, il vicesindaco di Condino Ermanno Sartori, il capogruppo della Lega Nord Cervi e dell'Upt Mosca, i consiglieri provinciali Tonina e Civettini) - una cosa è emersa in modo inconfutabile: l'Azienda sanitaria provinciale - a parte i tentennamenti presi forse per il troppo rumore suscitato dalla vicenda mal gestita a livello di comunicazione, come ha ammesso lo stesso dott. Cutrupi - non ha nessuna intenzione di cambiare strada rispetto al provvedimento preso. E' sospeso in via temporanea, questo sì. Ma il direttore dell'ospedale di Tione, impartendo quelle disposizioni che avrebbero dovuto entrare in vigore il 1° luglio, altro non ha fatto che prendere alla lettera le indicazioni della Provincia. "Rispetto alle decisioni adottate due anni fa – ha chiarito Flor – non c'è nulla di nuovo". "Tecnicamente la nota di Cutrupi prende alla lettera quanto stabilito dall'esecutivo provinciale e definisce le modalità di accentramento delle urgenze notturne dei vari ospedali periferici, a fronte di una casistica bassa". Quindi, secondo il direttore Luciano Flor, questo sarà il modello organizzativo che l'Azienda intende perseguire. Alla sua applicazione stanno concorrendo, razionalizzazione dei costi e le croniche carenze di personale a cui soprattutto nel periodo estivo si aggiungono difficoltà per l'eccesso richieste di aspettative parentali (arrivate a 22 mesi – ha detto il responsabile del personale infermieristico dott. Panelati) e per ferie. Il dibattito, a tratti molto acceso, che ha coinvolto sindaci e rappresentanti della Comunità (memorabile la presa di posizione dell'assessore Luigi Olivieri che si è augurato che il testimone della Comunità sia preso in materia ospedaliera con ancor più vigore dai suoi successori) ha comunque messo in dubbio il modello organizzativo di una Provincia, sempre più accentratrice, e poco propensa a concessioni verso la periferia. Al termine del dibattito è stato comunque sottoscritto un documento dove si chiede la revoca definitiva delle direttive emesse per l'assistenza clinica estiva, con la richiesta del mantenimento dei 50 posti effettivi della medicina, e la garanzia di reperibilità notturna per gli interventi di ortopedia.