
In base al decreto del presidente della Provincia, sono scaduti ieri i termini per le indizioni delle elezioni del Consiglio e dei presidenti delle Comunità di Valle. "Ma, questa volta – spiega il vicepresidente della Comunità delle Giudicarie Piergiorgio Ferrari – la politica avrà un ruolo meno determinante. Ad avere il coltello dalla parte del manico sono i sindaci. Saranno loro i veri protagonisti delle nuove elezioni".
Il 10 giugno scade il termine per la presentazione delle liste che concorreranno all'elezione i presidente, Consiglio di Comunità che avrà 16 membri e della Giunta. Quest'ultima sarà composta da non più di 4 persone, compreso il presidente. Ovvio quindi che siano già iniziati i grandi giochi per disporre le pedine in grado di assicurarsi un ruolo chiave nella costituzione del nuovo esecutivo. Il conto alla rovescia per l'adempimento delle procedure istituzionali per l'elezione dei nuovi organi comunitari, non più a suffragio universale come in passato, del resto è già iniziato: entro il 9 e 10 giugno dovranno essere presentate le candidature alla carica di presidente e dei consiglieri. Mentre, il 25 giugno, scade il termine per i Consigli comunali di indicare i loro rappresentanti per la formazione del corpo elettorale degli organi della Comunità. Vale a dire quei 154 grandi elettori che, di fatto, nomineranno Presidente ed esecutivo. Se i consigli comunali non provvedono entro questo termine, il Comune sarà rappresentato d'ufficio nel corpo elettorale dal sindaco e dai consiglieri di maggioranza e minoranza più votati, fino al raggiungimento del numero dei rappresentanti di cui il comune ha diritto. Per esemplificare, un comune come Tione che ha 3.600 abitanti ha diritto a 5 rappresentanti di maggioranza più 2 di minoranza, mentre Cimego (409 abitanti) di rappresentanti ne potrà avere solo 3 e nessun membro di minoranza. Il più rappresentato è Storo che, in base al numero di abitanti, dispone di 8 grandi elettori: 6 di maggioranza e 2 di minoranza. In Giudicarie, dividendo i comuni in base alle aree di appartenenza, si scopre così che la val del Chiese (13.323 abitanti) può disporre di 51 grandi elettori, la val Rendena (10.026 abitanti) di 41, le Giudicarie Esteriori (8.355 abitanti) di 22, e la Busa di Tione (5.711 abitanti) di 17. In totale 131 delegati. Cui vanno aggiunti i 23 spettanti alle minoranze. Saranno loro a eleggere i membri della nuova Comunità, al posto degli attuali - non più proponibili - 99 membri. E' su di loro che sono puntate le attenzioni dei potenziali candidati alle 16 poltrone disponibili. Per ora, in attesa che siano digeriti i risultati dei ballottaggi, con il responso di Storo che in val del Chiese potrà essere determinante, nessuno ancora si sbilancia. E - a parte la disponibilità data dalla presidente uscente Patrizia Ballardini, che a quanto pare può contare sul gradimento di numerosi sindaci - nessun'altra candidatura è stata avanzata in forma ufficiale.
Si sussurrano i nomi di Luigi Olivieri per la Rendena che potrebbe ottenere l'appoggio del nuovo sindaco di Pinzolo Cereghini, e di Giorgio Butterini primo cittadino di Condino il cui nome era tra i papabili soprattutto prima dell'esito della sfida tra Giovanelli e Turinelli. Ma, neppure dal summit informale organizzato la settimana scorsa - tra alcuni sindaci appartenenti ai quattro ambiti e le rappresentanze di Pd, Upt e Patt - sono arrivate conferme o smentite atte ad anticipare possibili alleanze trasversali in appoggio ad eventuali candidature. La situazione è ancora molto fluida. Già nei prossimi giorni (giovedì 28 maggio è in programma a Tione una conferenza dei sindaci), però, archiviato lo scoglio ballottaggi, sarà possibile avere indicazioni in più su alleanze e possibili candidature che non potranno esulare da nomine di organismi sovra comunali importanti come i due Bim di Sarca e Chiese, e la nomina del nuovo presidente del Parco Adamello-Brenta.