Reddito di garanzia e contributi affitti. Controlli serrati per scoprire chi non ne ha diritto e li percepisce. Scoperti già 50 furbetti

Comunità di valle delle Giudicarie -"In questo momento economico, non possiamo esimerci di fare dei controlli. In quanto, non è giusto che chi non ha diritto percepisca dei soldi che non gli spettano". Chi parla è Piergiorgio Ferrari, vicepresidente della comunità di valle e assessore all'edilizia abitativa. Sul piatto c'è uno spinoso problema che, da giorni ha messo in moto gli uffici delle Polizie Locali delle Giudicarie di Tione e del Chiese. Oggetto: le indagini incrociate, sulla veridicità delle dichiarazioni presentate, in prevalenza da cittadini extracomunitari, per sussidi agli affitti erogati al 50% dalla Comunità in base alla Lp n.15/2005, per nuclei familiari bisognosi.
L'argomento è ostico. Riguarda fasce molto deboli della popolazione che, in Trentino, percepiscono anche redditi di garanzia e aiuti dai servizi sociali. Nello specifico, però, gli accertamenti riguardano solo le pratiche depositate negli uffici dell'edilizia abitativa di Tione che, ogni mese, eroga sovvenzioni sulle locazioni delle famiglie in difficoltà. "Oggi - spiega il vicepresidente Ferrari - potendo incrociare i dati, siamo in grado di verificare l'attendibilità delle dichiarazioni. E' pertanto opportuno che i controlli siano meticolosi, per evitare che, chi non può accampare diritti, percepisca degli aiuti che non gli spettano". Da qui, la richiesta ai vigili urbani di spulciare nelle pratiche degli assistiti. I risultati ottenuti - raffrontando coefficienti Icef, consistenza di nuclei familiari, grado di utilizzo degli appartamenti, controlli sulle frequenze scolastiche dei minori, e persino bollette Enel - pur lasciando qualche margine di dubbio per la complessità degli elementi da comparare, hanno dato risultati sorprendenti. Nella zona Tione, Rendena e Giudicarie Esteriori su 296 fascicoli esaminati, più di 40 ravvisano palesi irregolarità. In una parola, non hanno i requisiti per l'erogazione dei contributi richiesti. Pure in val del Chiese, i casi non in regola sono una decina. "Anche se qui – conferma il comandante dei vigili di Storo, Stefano Bertuzzi - in passato la zona è stata già oggetto di scrupolosi controlli. E, i casi venuti alla luce sono gli stessi già segnalati a suo tempo". Di maggior entità il fenomeno su Tione e dintorni. Dove, quasi il 20% delle pratiche passate al setaccio non è in regola. "Non è stata un'attività facile". Spiega il comandante della Polizia Locale di Tione Carlo Marchiori, da mesi impegnato con i suoi uomini, a verificare che quanto dichiarato in sede di istruttoria, collimi. Anche perché, il problema maggiore - spiegano in Comunità - sono le nostre Leggi. Poco chiare. Che si prestano a fraintendimenti. Può accadere così, che specialmente nell'accertamento delle residenze, non sempre si riesca a stabilire con certezza se una persona abiti effettivamente l'abitazione oggetto dei sussidi. E' il caso di quegli extracomunitari che tornano periodicamente nei loro paesi d'origine all'insaputa degli uffici. In questo caso – spiega Ferrari – dovrebbero essere i Comuni ad attivare i controlli. Ed è con una più attiva collaborazione dei comuni, cui compete la residenza, che la Comunità di Valle intende muoversi per evitare che chi non ha diritto agli ausili, li sottragga ai più bisognosi. Ogni anno dagli uffici della Comunità delle Giudicarie, per gli affitti casa, conferma la responsabile dell'Ufficio Ivonne Ducoli, sono elargiti non meno di 400 mila euro. Una cifra importante. Che in un momento di ristrettezze economiche per molte famiglie – ricorda Ferrari – è opportuno che sia utilizzata solo da chi possiede i requisiti. Allo scopo, è stato annunciato un summit tra tutti gli Enti interessati. Avrà il compito di fare il punto e intensificare gli accertamenti.