Utilizzeremo tutti gli strumenti messi a disposizione, anche giudiziari, per contrastare la prescritta soppressione del Punto nascita. Approvata la mozione ospedale dall'assemblea della Comunità

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"Utilizzare tutti gli strumenti messi a disposizione dell'ordinamento, anche giudiziari se del caso, per contrastare la prescritta soppressione del Punto nascita, pur in assenza del rispetto dello standard minimo di 500 parti, e alla luce del fatto che la citata delibera non prevede, parallelamente, un servizio di pronto soccorso ostetrico e ginecologico e le necessarie garanzie per il trasporto in urgenza". La Comunità di Valle delle Giudicarie non ci sta. La recente delibera della Giunta provinciale, con cui si approva la riorganizzazione della rete ospedaliera trentina, è troppo discriminante per l'ospedale di Tione. Quindi, non esclude di poter rivolgersi all'ordinamento giudiziario, per vedersi riconosciuti diritti pari a quelli degli altri cittadini del Trentino. L'eventualità, non solo è stata esplicitata a voce dall'assessore alle politiche sociali Luigi Olivieri, ma è stata addirittura inserita, e votata, da tutta l'assemblea all'interno della mozione, con cui si chiede alla Provincia di usare lo stesso metro in tema di "sicurezza, qualità ed equità delle attività clinico assistenziali e di accesso alle cure", per tutti i territori. Senza creare "un'evidente, incomprensibile, ingiusta sperequazione" rispetto alla città, o a zone che, in 20 chilometri, racchiudono tre centri ospedalieri. Il documento, approvato con i soli distinguo della borgonoviana Ilaria Pedrini e di altri quattro consiglieri dissenzienti, ha messo in luce il disagio di un'intera comunità. Che, proprio in tema di garanzia alla salute, si sente messa in secondo piano rispetto ad altre aree molto meno periferiche e quindi più "avvantaggiate" e "servite" rispetto alla realtà ospedaliera di Tione. La lista delle richieste è chilometrica. Include: l'individuazione, quale eccellenza di ambito provinciale, dell'U.O. di Ortopedia dell'Ospedale di Tione, come più volte promesso in numerose occasioni dai responsabili della Sanità trentina. Che anche a Tione, come a Cavalese, sia garantita l'attività di sala operatoria chirurgica H24 nel periodo di massimo afflusso turistico. Una maggior definizione di "area materno infantile", in quanto in materia la recente delibera provinciale è generica, e non fornisce nessuna specificazione. Di portare a compimento la ristrutturazione del Pronto soccorso, con tutte le azioni migliorative condivise dall'ultima seduta del Tavolo di concertazione, e non ancora approvate dell'Azienda Sanitaria. La costituzione di una guardia medica pediatrica, per evitare che nei week-end e quando i pediatri di libera scelta non sono in servizio, i genitori debbano portare i loro bambini all'Ospedale S. Chiara. Infine, per quanto concerne la costruzione del NOT, "di revocarne l'appalto, o quantomeno rivederne l'ipotesi di collocazione che si ritiene vada individuata in modo baricentrico tra i due Ospedali di Trento e Rovereto in modo da sostituirli entrambi". In quanto, la vera razionalizzazione, spiega la mozione, non può prevedere la coesistenza di due Ospedali (Trento e Rovereto), individuati come strutture "hub", e l'Ospedale di Arco come struttura "spoke", nonostante distino tra loro pochi chilometri e siano serviti da un'efficiente rete stradale. (e.z.)