Associazione Pescatori Alto Sarca e Consorzio Turistico Giudicarie Centrali insieme per la pesca: Presentato il Progetto 2015

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L'avevamo lasciata alle prese con un innovativo sistema di telecamere posate lungo i corsi d'acqua per far monitorare, via web, la qualità delle acque nei luoghi di pesca. Per cui, anche gli appassionati di Milano o di Bologna possono valutare dal computer di casa, se è il caso di imbracciare la canna per una battuta di pesca. Ieri, a Tione, in un'affollata conferenza stampa, l'Associazione Pescatori Alto Sarca, in perfetta sintonia con Consorzio Turistico Giudicarie Centrali ha presentato il "Progetto pesca 2015": un vademecum di tutte le iniziative messe in cantiere. L'associazione abbraccia l'intero bacino comprensoriale. Dai laghetti alpini di Madonna di Campiglio, alle forre del Limarò. Trecento chilometri di acque che scendono lungo il corso del Sarca e dei suoi affluenti. Un vero paradiso per tutti i Mister Fish del Nord Italia, che un tempo ne affollavamo le sponde. Tant'è vero che sulle sponde del fiume, negli anni '60, erano sorti alcuni alberghi proprio in funzione della pesca. Oggi, Consorzio Turistico e associazione pescatori (700 soci, con 6.353 permessi di pesca staccati nel 2014, 31 anni di attività) si rivolgono nuovamente alla pesca come elemento trainante del turismo. In mezzo, c'è anche a Comunità delle Giudicarie che finanzia un progetto importante per l'evoluzione di quel mondo, come l'installazione di web-cam sui fiumi Sarca e Chiese, piazzole per disabili o anziani che faticano a raggiungere le rive, video promozionali con l'ausilio di droni, brochure informative per avvicinare i bambini alla pesca no kill e una nuova APP dedicata alla fauna ittica.

pesca giudicarie

Tutte iniziative che concorrono a suscitare l'interesse verso i lidi pescosi dei fiumi della zona: regno di salmerini, fario, iridee e soprattutto marmorate, le regine autoctone dell'Alto Sarca. "L'obiettivo – come hanno confermato Emilio Fedrizzi e Daniele Bertolini rispettivamente presidente dell'associazione pescatori e presidente del consorzio – è utilizzare la pesca come attrattiva per il turismo". Perché l'ha sintetizzato con un velo di commozione il presidente Fedrizzi "Solo loro che portano ricchezza per tutto l'indotto". L'emozionante contatto con torrenti in piena e la quiete dei laghetti alpini, armati di canne e mulinelli, dunque, come motivo trainante ai fini della destagionalizzazione. Mettendo in campo una vera e propria rivoluzione nel settore. Con l'associazione pescatori con un occhio alla carta ittica, e l'altra alle mutate esigenze del mercato, sempre più orientato verso la pesca "No kill", dove il pesce, dopo la cattura, viene rilasciato. E le aree Big Fish: riserve dove sono immesse trote di grandi dimensioni, per la gioia di chi vuol tornare a casa con il trofeo da incorniciare o far schiattare d'invidia gli amici. Progetti già sperimentati, e frutto di una grande svolta, grazie al nuovo presidente Fedrizzi che ha stravolto l'idea di pesca rivolta prevalentemente agli appassionati locali. In questo conteso si collocano anche i permessi ridotti (13 euro, anziché 17) per chi soggiorna nelle strutture alberghiere convenzionate e uscite a prezzi vantaggiosi per gli ospiti di fuori regione. Il progetto pesca è stato illustrato dal direttore del consorzio turistico Redi Pollini. Mentre i dettagli della "No kill" e progetto Trentino Fishing, sono stati affidati a Giorgio Cavatorti e Paolo Nascivera. Tra le novità, il logo dell'associazione, sullo stampo del famoso I Love New York, opera di Alessandro Togni. Il progetto contempla: il rilascio di licenze turistiche, disponibilità di libretti multi uscite,noleggio di attrezzatura per il fly fishing e, per chi ne facesse richiesta, accompagnatori di pesca per meglio addentrarsi nelle zone più selvagge e impervie. Per i permessi è in funzione a Tione anche un distributore automatico.