
I sindaci e la Comuntà di Valle delle Giudicarie non ci stanno. Non condividono né il metodo, né la decisione dell'assessore alla Sanità Donata Borgonovo Re di chiudere tout court il punto nascite di Tione. "Una decisione repentina. Immotivata. E soprattutto non concordata con il territorio". "L'inadempienza dell'Azienda Sanitaria – dicono in un documento inviato al presidente della Provincia Rossi e al vicepresidente Olivi - non può ricadere sulla salute delle mamme delle Giudicarie, anche alla luce della situazione geografica e morfologica che comporta oltre un'ora di macchina in condizioni normali, per raggiungere il più vicino ospedale".
Il comunicato è molto duro. E dice che, nonostante l'Azienda sanitaria si fosse impegnata a potenziare il punto nascite, ha fatto esattamente l'opposto, procedendo sistematicamente verso lo smantellamento del reparto. "Tanto che neppure la promessa nomina di un primario della specifica unità di Ostetricia e Ginecologia è stata effettuata". "E la scelta comunicata, dimostra l'assoluta irrilevanza delle espressioni democratiche del territorio, situazione non accettabile, anzi, da stigmatizzare, in primis in termini di metodo, oltreché di contenuti".
Motivo per cui la Conferenza dei sindaci, più la Giunta della Comunità sostenuti dal consigliere provinciale Mario Tonina, chiedono al Presidente della Giunta Provinciale Ugo Rossi "di rivedere la scellerata decisione che risulta essere ingiustificata, discriminatoria rispetto a realtà analoghe e frutto di una visione meramente economicistica e centralistica della salute dei cittadini". "Anche perché – specificano nel documento - non è accettabile che i punti nascita degli altri ospedali di Valle, che neppure rispondono allo standard minimo definito dalla Provincia in 500 parti annuali, non subiscano il medesimo trattamento". Ciò significa – dicono i firmatari della protesta - che la Giunta Provinciale non ha una visione complessiva nel medio termine di intervento sui punti nascita degli Ospedali di Valle, dato che solo quelli di Trento, e Rovereto superano gli standard.
Nelle richieste non accettano nessun trattamento discriminatorio. E pretendono che vengano rispettati gli accordi assunti e sia potenziato l'Ospedale di Tione alla stregua di tutti gli altri punti nascita periferici. Chiedono la nomina, a breve, del primario della U.O. di ostetricia e ginecologia; che venga rassicurato il personale medico e paramedico dell'ospedale di Tione con la nomina anche di un primario per l'Unità Operativa, e si proceda al percorso di integrazione delle attività del Consultorio con le ostetriche dell'Ospedale. Infine, che ogni decisione in merito sia prima concertata con la Comunità Giudicariese.
Dopo lo shock di mercoledì sera, quando addosso al Comitato della Salute di Tione e ai numerosi sindaci presenti era stata rovesciata la doccia fredda della decisione di privare la Valle di un proprio reparto di ginecologia e ostetricia, oggi, nella riunione convocata d'urgenza nella sede della Comunità, è stata trovata una linea comune. Il dibattito, non privo di posizioni divergenti come quella della segretaria del Pd di Tione Anna Pironi, si è indirizzato verso la richiesta di un incontro con il presidente Rossi. Che - a quanto ha confermato la presidente della Comunità Patrizia Ballardini - ha già dato la propria disponibilità entro i primi giorni della settimana prossima. La Comunità di Valle e i sindaci, comunque, non intendono per nessun motivo derogare dalle loro posizioni. E dicono che "solo qualora per motivi economici non vi sia la possibilità di garantire la continuità dei punti nascita con meno di 500 parti in tutto il Trentino, sia garantita la capacità dell'Ospedale di Tione di gestire le emergenze ai massimi standard qualitativi. Anche per ciò che riguarda le gravidanze/parto e di tipo pediatrico, che talvolta richiedono interventi in tempi brevissimi (quali i distacchi placenta o i casi di sofferenza fetale), non compatibili né con il trasferimento a Trento/Rovereto, nemmeno in elicottero".