
Non è la prima volta che su quel tratto di strada si abbatte una slavina. Otto anni fa, nello solo qualche centinaia di metri più in là, un'analoga massa di neve era piombata sulla statale, fortunatamente senza danni a cose e persone. Questa volta però ci sarebbe potuto scappare anche il morto.
Ed è una vera fortuna se C. L. di Villa Banale, non è travolta in pieno dalla frana di neve che ha investito la sua automobile. La strada è la Statale 237 del Caffaro. Il tratto è quello che, dal Ponte di Ragoli arriva alle gallerie di Ponte Pià, sulla direttiva Tione-Trento. Erano le 11 di oggi, quando uno smottamento di neve fradicia ha invaso metà della carreggiata. Un franamento di piccole dimensioni che, i mezzi del Servizio Strade della Provincia, arrivati sul posto, si accingevano a liberare.
A dirigere le operazioni di sgombero, e il senso unico alternato, gli uomini della Polizia Locale delle Giudicarie. Un lavoro quasi di routine, che non faceva presagire una slavina di centinaia di metri cubi. Tant'è che, proprio mentre i mezzi meccanici si accingevano a riattivare la viabilità, una seconda frana, questa volta di dimensioni notevoli, è piombata sull'asfalto investendo guard-rail e un'automobile in transito. Una Ford Fiesta, che proprio in quel momento si accingeva a superare la mezzeria. La neve, dopo aver divelto alberi e protezioni sovrastanti, ha compresso l'autovettura di C. L. contro il guard-rail che guarda sul bacino artificiale un tempo dell'Enel, ora HydroDolomiti.

Ed è stato un puro caso se la ragazza non ha riportato neanche un graffio. Anche il vigile urbano Augusto Gottardi, che stava dirigendo il traffico, è stato investito di striscio dalla massa nevosa, ma fortunatamente senza riportare ferite. Nessun danno alle persone, dunque. Solo all'automezzo, da cui la donna è stata estratta dal finestrino, visibilmente scossa per un'avventura che poteva avere ben altri esiti. Durante la notte e per tutto il giorno prima, la neve è caduta copiosa su tutta la zona.
Una di quelle nevicate abbondanti e persistenti che non si vedono da anni. Solo in mattinata si è tramutata in acqua, appesantendo i pendii che sovrastano la principale arteria di comunicazione tra Brescia e Trento. Sul posto sono arrivati i caterpillar del Servizio Strade della Pat. Che, in poco meno di un'ora, hanno aperto un varco per far transitare gli automezzi pesanti e le autocorriere di linea che avevano formato delle lunghissime colonne.
Dopo il sopraluogo degli uomini del Servizio Valanghe della Provincia si è deciso di chiudere la Statale per non meno di 24 ore. Il fronte della slavina è stato tagliato e sgomberato dai pesanti mezzi meccanici. Ma, il possibile rialzo delle temperature – ha detto il funzionario della Protezione Civile della Pat Gianluca Tognoli – potrebbe provocare altri smottamenti a valle.
Quindi, per motivi precauzionali, il traffico leggero è stato deviato sulla Provinciale 222 del Durone. Mentre quello pesante è stato deviato da Storo, in val del Chiese, sulla provinciale del Lago di Loppio, attraverso la val di Ledro, con non pochi disagi per la viabilità non solo locale, paralizzata per ore, anche per l'impantanamento di alcuni mezzi sprovvisti di catene lungo la strada che porta al valico del Durone. Problemi si sono verificati anche sulla Provinciale del Lisano. La strada alternativa su cui di solito è dirottato il traffico in caso di problemi alla viabilità principale. Anche qui, slavine e smottamenti di neve dal bivio della val d'Algone a Stenico hanno reso impraticabile l'arteria.

Tutto il traffico leggero è stato indirizzato da Zuclo verso il passo del Durone. Ma, anche qui, a causa dell'attraversamento di alcuni mezzi pesanti si sono formate lunghissime colonne.