
Non una ma due automobili sono state investite da un cervo alle porte di Saone. Un tratto frequentato da questi animali selvatici che attraversano la statale per andarsi ad abbeverare nelle acque del Sarca, e già teatro di altri incidenti analoghi.
E' accaduto ieri mattina alle 7,30. Gianluigi Monfredini, 41enne di Bondo stava transitando su quel rettilineo a bordo della sua Panda, quando improvvisamente un cervo di oltre un quintale (100,7 chili è risultato al peso del macellaio che lo ha preso in consegna) gli è balzato sul cofano. Inutile dire che l'impatto non è stato indolore. Nessuna ferita per il conducente. Ma i danni alla parte anteriore del veicolo sono risultati piuttosto ingenti. L'animale ferito però non ha finito la sua corsa contro le lamiere dell'auto guidata da Monfredini, ma è andato a infilzare con un corno il parabrezza della Opel Zaffira che lo seguiva.
Veicolo, guidato da un cittadino extracomunitario, che si è visto il "palco" del maestoso cervide entrare all'interno dell'abitacolo. Fortunatamente però non dalla parte del guidatore. Quindi anche per lui, un grosso spavento, e la certezza di averla scampata bella, ma nessun danno alla persona. Il grosso animale si è poi dileguato nei campi, e solo l'intervento degli uomini della Guardia Forestale di Tione, muniti di cane, ha permesso di rinvenire il cervo morto nei prati, a qualche centinaio di metri di distanza.
Sul posto, oltre alla forestale, sono intervenuti i carabinieri di Tione che hanno provveduto a fare i rilievi del caso. Poche ore prima, in piena notte verso le tre del mattino, un altro cervo è stato investito poco distante da lì. Sempre sulla statale del Caffaro. La dinamica la stessa. Solo che in questo secondo caso la bestia, anche questa di grosse dimensioni, si è dileguata nei prati circostanti. Alla guida dell'automobile centrata dal cervide una ragazza della zona di Ponte Arche, che però non avendo chiamato nel cuore della notte le forze dell'ordine, non ha potuto fare denuncia.
Nella mattinata né forestale né carabinieri le hanno detto che non potevano accogliere la sua deposizione, senza avere un riscontro oggettivo dell'accaduto. Per gli altri due automobilisti a risarcire i danni provvederà l'assicurazione. La Provincia di Trento in caso di investimenti di ungulati è assicurata con la compagnia Uniqua Sachverishrung-Geminass srl che in base all'art. 13 del Decreto legge 196/2003 è incaricata di risarcire i danni subiti nella misura del 70%. La polizza assicurativa è una "kasko" stipulata dalla Pat che risponde di danni causati da investimenti di ungulati ed orsi bruni.
Perché questo possa avvenire, però, è necessario che il sinistro sia stato regolarmente denunciato, e accertato da forestale o forze dell'ordine. Nel caso della giovane automobilista delle Giudicarie Esteriori che non ha provveduto in tempo reale a sporgere denuncia, nonostante i danni patiti, difficilmente riuscirà a spuntare un cent a copertura dei guasti subiti alla carrozzeria dell'automobile. E nemmeno per lo spavento, che come ha raccontato lei stessa ai carabinieri di Tione, le ha impedito di chiamare tempestivamente le forze dell'ordine, a cui si è rivolta solo a tarda mattina. Mai come in questa occasione vale di detto: "Cornuta e mazziata". E la raccomandazione, in casi come questi, a fare in modo che sul posto si rechino i tutori dell'ordine. Anche nel cuore della notte.