Per l'associazione pescatori Alto Sarca, la stagione aprirà ufficialmente i battenti il 24 febbraio. Ma la vera novità di quest'anno, al di là di variazioni e modifiche di zone no kill e big fish, due dei termini inflazionati nelle ultime stagioni piscatorie, è l'apertura fatta dalla società a soci esterni. Non più quindi solo aggregati e oriundi previsti a termine di statuto. Ma anche a soci "esterni", provenienti da altre province e regioni d'Italia. "Purchè – recita l'articolo 5 delle norme statutarie – siano in possesso di abilitazione provinciale e siano stati accettati dal consiglio direttivo".

In pratica – e questa è la vera novità – d'ora in poi l'associazione pescatori Alto Garda, un bacino d'utenza che va da Madonna di Campiglio alle forre del Limarò, passando dalla Busa di Tione – accetterà anche pescatori dalla provincia di Brescia o di Milano. Purchè ne abbiano fatto richiesta e siano in regola con le disposizioni provinciali in materia. La decisione, ratificata dall'ultima assemblea dei soci (645 contro i 680 della scorsa stagione), va verso un auspicato allargamento di orizzonti della società. Che d'ora in poi, come ha ribadito anche il presidente Emilio Fedrizzi – è propensa ad aprirsi anche all'ospite. A patto che entri in sintonia con le norme statutarie. E sia disponibile a dare un contributo attivo alla vita stessa dell'ente in cui entra a far parte. Tradotto: ben vengano anche gli ospiti esterni a dare il loro apporto. Purchè rispettino il territorio, le aree di pesca e l'associazione di cui entrano a far parte. Mai in passato si sarebbe fatto un passo così importante. Anche in in funzione della promozione turistica. Ma oggi i tempi sono cambiati. E anche un apporto esterno. "non autoctono" per usare un termine del linguaggio degli amanti della canna, può contribuire a risollevare i bilanci della società. Che nella sessione odierna, nonostante il contributo Provinciale di 69.000 euro, l'introito di 72 mila per i permessi, di altri 70 mila per le quote societarie e i 20 mila sborsati da HydroDolomiti per i canoni di sfruttamento delle acque, ha chiuso con il segno meno. "Ma il problema non è solo di ordine economico, quindi della necessità di attirare iscrizioni da altre regioni – dice il presidente Fedrizzi – ma anche dalla consapevolezza che dalla pesca possa arrivare anche un contributo positivo per il turismo".
L'iniziativa è comunque in linea con altre variazioni dello statuto che vanno verso una gestione più snella ed efficente dell'apparato societario. Un tempo delegato solo al consiglio di amministrazione. Che da quest'anno però disporrà anche di una giunta, composta dal presidente più altri cinque membri in rappresentanza delle ex società di gestione territoriale. Vale a dire: Pinzolo, Ponte Arche, Bondo-Breguzzo- Roncone, e Tione, che per l'ampiezza dell'area di competenza avrà diritto ad un rappresentante in più. Quindi a due anziché uno. Altra variazione importante dello statuto riguarda le infrazioni. Il socio che supera i tre mesi di penalizzazioni per infrazioni viene espulso dalla società. Quindi tutti i tesserati che vogliono rimanere tali dovranno rispettare norme e limiti di cattura. Pena la depenalizzazione dagli elenchi. Domenica 24, quindi, canne "in resta" per i quasi 650 Mister Fish dell'associazione Alto Garda. Ma con occhio più attento alle catture: non più di cinque e non sottomisura. E più aperti verso pescatori di altri territori nazionali.