Biblioteca di Tione: "Speriamo che il progetto esecutivo ponga rimedio alle carenze in termini di arredi e organizzazione degli spazi". La riflessione delle minoranze

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Il lungo iter di progettazione della nuova biblioteca di Tione è arrivato allo stadio conclusivo.
Nella seduta del 26 agosto u.s. la Giunta ha affidato la realizzazione della fase esecutiva del progetto all'ing. Luca Mezzi dello studio Tecnico Associato MM di Storo, lo stesso che aveva redatto il progetto definitivo .Ripercorriamo velocemente le tappe precedenti di questo iter: nel Consiglio comunale del 25 gennaio 2012, con i voti della sola maggioranza, era stato approvato il progetto preliminare, redatto dall'ingegner Pederzolli. E' l'unico progetto che il consiglio comunale ha esaminato e discusso. Con deliberazione 59/2013 di data 12 marzo 2013, la Giunta decideva di effettuare un confronto concorrenziale per l'affidamento della progettazione definitiva. L'incarico è affidato all'ing. Luca Mezzi dello studio Tecnico Associato MM di Storo e la Giunta Comunale, nella seduta del 25 marzo u.s., approva il progetto definitivo.
Questo nuovo progetto, che si discosta notevolmente da quello preliminare, non è stato presentato ai consiglieri; non era obbligatorio (nonostante il consiglio comunale sia espressione dell'intera popolazione tionese), né è stato organizzato – e non sembra vi sia l'intenzione di farlo- un incontro pubblico per illustrare alla comunità un'opera di rilevante importanza sociale e culturale e dal costo non indifferente .

Le critiche di principio avanzate in sede di discussione del progetto preliminare sono tuttora valide, in quanto anche il progetto definitivo mostra tutti i limiti teorici di quello preliminare. Giunti a questa fase di avanzamento dei lavori è necessario esaminare gli aspetti realizzativi:
• La biblioteca nasce già sottodimensionata per le esigenze di un servizio pubblico che ha ogni giorno dai 100 ai 200 utenti (che aumentano nel periodo estivo) e un patrimonio di oltre 54.000 documenti (tra libri e materiale multimediale) ;da un calcolo della metratura la superficie prevista non permette di collocare più 30.000 volumi.
• Le scaffalature oltre a essere insufficienti sono poco pratiche : le librerie del I e II piano raggiungono il soffitto, cioè i 3 m di altezza,e nel primo piano, la prima scaffalatura, dell'"area ristoro-riviste e giornali" è a poca distanza dal ballatoio che si affaccia sul vuoto sottostante. Ci si chiede come gli utenti potranno prendere visione dei libri negli scaffali più alti senza mettere a repentaglio la loro incolumità anche perché la carenza di personale (attualmente vi sono 2 operatrici part time e una sola a tempo pieno e non sono previste nuove assunzioni) limita la possibilità di rispondere efficacemente alle esigenze degli utenti nella ricerca e distribuzione dei libri
• la scelta più criticabile è tuttavia la collocazione e organizzazione a piano terra, dello spazio bambini e ragazzi (0-14 anni): lo spazio è minuscolo ,prevede una promiscuità tra utenti di livelli di età diversa, con esigenze diverse sia in termini ludici che di lavoro intellettuale. Potrebbe avere un senso se l'utilizzo di questa zona fosse limitato alla fascia più bassa di utenza (0-6/7 anni) ma l'accesso è compromesso dalla presenza di scale del tutto inopportune per mamme con passeggino o utenti con motilità limitata. Macchinoso, poco pratico e inutilmente evidenziante l'handicap di un bambino disabile, è l'accorgimento di rimediare a tale dislivello prevedendo un servoscala.
• La posizione in progetto della sezione "riviste e giornali", al primo piano, è del tutto fuori luogo poiché l'"area di ristoro" (e quindi anche di conversazione e pertanto non silenziosa) dove avviene la loro consultazione, non è fisicamente divisa dalla sala studio e lettura adiacente.
• Non risponde alle esigenze diversificate dell'utenza, limitare l'area studio e ricerca alla sola zona consultazione .L'esperienza suggerirebbe la creazione di piccole sale studio da 4-6 posti separate da vetrate dove lavorare in piena autonomia e concentrazione.
• Il bancone circolare all'entrata a piano terra è un altro esempio di arredo poco pratico, per i compiti che deve assolvere e di spreco di spazio: l'esperienza suggerirebbe un balcone rettilineo, molto più funzionale. Lo spazio recuperato può essere utilizzato per postazioni internet a vista e per le riviste e i giornali. Anche perché l'attuale strutturazione della postazione internet a schermi contrapposti pone il serio problema del controllo dell'accesso a siti pericolosi. Il problema potrebbe esser risolto facilmente senza ricorrere a filtri (che spesso intralciano anche l'utilizzo di base del computer) ma posizionando gli schermi verso il centro della sala, in modo che si crei un controllo collettivo da parte degli altri utenti.

• Nell'ultimo piano la sala lettura appare angusta, di scarsa agibilità e con illuminazione naturale insufficiente.
• Per ciò che riguarda la sala polifunzionale, andrebbe rovesciato l'orientamento della sala: non ha senso collocare l'accesso vicino al bancone dei relatori :entrata e uscita del pubblico non devono disturbare ciò che avviene nella zona di proiezione o di relazione; inoltre dove è posizionata la zona dello schermo vi sono ampie vetrate per le quali deve essere prevista una forma di oscuramento;è auspicabile che, essendo l'unica sala polivalente ,l'arredamento sia flessibile per permettere di sfruttare la sala per molteplici attività: es. esposizioni temporanee, laboratori, concerti, etc.
• Quest'ultima osservazione evidenzia quanto sia grave l'esclusione di Casa Covi dal progetto definitivo. La carenza di spazi - dimostrata dall'analisi dimensionale dei vani- sia per quel che concerne l 'esposizione dei libri che per le attività connesse alla funzione di una moderna biblioteca (sezione adulti di ampie dimensioni, spazio museale, aule per laboratori interdisciplinari) poteva essere in parte risolta dall' utilizzo di questo edificio.

Il problema di fondo che l'analisi ha ,ancora una volta, rimarcato è di tipo ideologico o più precisamente-usando una parolona che in questo caso è del tutto adeguata – filosofico. Quale idea di biblioteca hanno in testa i committenti di questo progetto? Sebbene molti siano giovani, l'idea che hanno è molto vecchia .Un contenitore di libri, un magazzino, dove, invece che patate o bulloni, porti via libri. Poteva diventare un luogo d'incontro e integrazione tra generazioni, tra gruppi etnici diversi, un laboratorio di idee e esperienze, uno spazio dove aiutare la crescita culturale e sociale delle nuove generazioni, ma per far questo non basta costruire un edificio dove poter fisicamente ospitare queste persone. Bisogna impegnarsi a creare i presupposti perché queste occasioni d'incontro si realizzino e questo è molto più faticoso, richiede molto più impegno, costanza, sacrificio, che mettere in bilancio una somma per tirar su quattro mura o fare un parcheggio. Per creare uno spazio di questa qualità era necessaria una progettazione concertata, che prevedesse la partecipazione e il coinvolgimento, fin dalla fase di ideazione, di tutti i soggetti che, a vario titolo, sono i protagonisti della crescita, in senso globale, della nostra comunità: associazioni culturali, sociali, sportive, religiose, scuole di ogni ordine e grado (dall'asilo nido all'Università della terza Età), operatori politici, economici, socio-sanitari etc. Non era necessario impegnare cifre esagerate .Quella a disposizione era più che sufficiente. Bastava solo un po' di buona volontà.
Ci auguriamo che il progetto esecutivo, che sarà consegnato entro la metà di ottobre, ponga rimedio almeno alle carenze in termini di arredi e organizzazione degli spazi. Di più, oramai, non è possibile sperare.

I consiglieri dei Gruppi di Minoranza del Consiglio Comunale di Tione
Oss Michele, Maraner Adriano,Emanuela Giacomuzzi,Pellegrini Massimo, Scandolari Giovanna.