
Tutto ok per i quasi 750 soci presenti, alla lettura del bilancio della Cassa Rurale Adamello Brenta di Tione. La banca, 4.974 soci frutto dela fusione di sei importanti banche giudicariesi, chiude in profondo rosso, con una perdita di esercizio di quasi 3 milioni di euro. Nessuno però ha sollevato obiezioni. L'assemblea ordinaria al Tennis Club di Tione è filata talmente liscia da lasciare basiti gli stessi dirigenti. Non un commento.
Non una voce che chiedesse chiarimenti sull'andamento dei conti, su una delle dieci "Rurali" più importanti del Trentino. Di domande se ne potevano fare a iosa. Che so? Perchè quei crediti inesigibili? Era possibile evitarli? Quali le prospettive future? E' possibile mitigare il rischio del credito? Quali le strategie per superare questo momento di crisi? Nemmeno gli otto candidati al consiglio di amministrazione sono entrati in argomento.
Per alcuni interminabili istanti non è volata nemmeno una mosca. Dopo la lettura del bilancio, non solo nessuno ha preso la parola, ma la rendicontazione finale è passata all'unanimità, per alzata di mano, con un solo astenuto. L'esposizione del presidente Antonio Maffei, molto precisa e dettagliata, non ha propiziato altre spiegazioni. Il bilancio, per la prima volta nella storia della Rurale, registra una perdita di esercizio di 2.933.312 euro, contro l'utile di 1.073.711 del 2012.
"Lo stato patrimoniale è ancora consistente, ma il prolungarsi della recessione economica in atto - ha spiegato il presidente - ha indotto il consiglio di amministrazione ad adottare criteri estremamente prudenti riguardo alla valutazione della recuperabilità dei crediti anomali e la determinazione delle conseguenti rettifiche di valore". "Al 31.12 – ha spiegato Maffei – il patrimonio netto ammontava a 41.946.583, con una diminuzione, rispetto all'anno precedente del 7,63%.
Complessivamente la raccolta è stata di 478.346.331 euro contro i 465.619.851 dello scorso anno (+2,73%). Mentre quella diretta, sale da 381.836.813 euro a 396.566.813 (+ 3,86%)". Oltre alle sofferenze, però, è' il quadro economico, a destare le maggiori preoccupazioni. L'economia non cresce. In alcuni settori come le costruzioni, le destinazioni dei crediti, hanno registrato dei cali a due cifre (16,60% costruzioni, 9,74% artigianato, 9,59% commercio e riparazioni auto, 17,35% le fornitura energia, addirittura il 33,88% noleggi, viaggi e supporto alle imprese). Ma a connotare uno scenario economico che non vedrà una ripresa a tempi brevi ("in alcuni settori bisognerà arrivare al 2021 per tornare ai livelli del 2007"), è il peggioramento economico di tutte le famiglie, e il tasso di disoccupazione che anche in Trentino è arrivato al 6.6%. "Lo stato patrimoniale della banca (una delle cinque in Trentino ad aver chiuso in negativo ndr.) – hanno spiegato i relatori – è solido.

E la situazione, nonostante il calo degli impieghi del 5,22%, è assolutamente sotto controllo". Ciò nonostate, è del tutto anomalo che, con 742 soci presenti, non ci sia stato un solo intervento pro o contro l'operato dell'amministrazione. In coda alla seduta sono stati rinnovati sei dei consiglieri in scadenza. Dina Passardi di Pieve di Bono con 325 voti, è stata la più votata. Gli altri riconfermati sono: Ivan Simoni di Montagne, Pieruccio Vaglia di Condino e Renato Sartori di Condino, Stefano Battocchi e Ivan Zulberti di Tione. Esclusi Walter Valenti di Madonna di Campiglio e Remo Valenti di Bondo. Degli otto uscenti ne sono stati rinominati solo sei, in quanto il consiglio passa per legge da 16 a 14 consiglieri. Il gettone di presenza per amministratori e sindaci rimane invariato a 130 euro.