Dopo 80 anni Tione inverte il trend demografico. I nati sono 35 (22 maschi e 13 femmine), i morti 49 (28 maschi e 21 femmine)

tione di trento - foto zini
Tione inverte il trend demografico. Per la prima volta, dal 21 aprile del 1936 anno dell'unico censimento a periodicità quinquennale, fa segnare un calo, anche se impercettibile della popolazione. Oggi, in base agli ultimi rilevamenti dell'ufficio anagrafe, passibili però di variazioni minimali, in base agli aggiustamenti Istat, mancano all'appello 47 persone. Tanti sono gli abitanti in meno rispetto al 31 dicembre 2011. Esattamente 3.590 di fine 2012, contro i 3.637 dello scorso anno. Finora, era uno dei pochissimi comuni giudicariesi ad aver fatto segnare un progressivo aumento. Una crescita a scaglioni decennali che, ad ogni consultazione statistica, non è mai stata caratterizzata dal segno meno. Più 13,4% nel 1951, più 6,8% nel 1961, più 7,7 nel 1971, più 10,30% nel 1981, più 2,1% nel 1991. Fino all'ultimo ventennio con una media in positivo di circa il 5%. Oggi il primo segnale di cedimento: - 1,3%. Un calo irrisorio. Ma pur sempre un calo. Che evidenzia il capovolgimento di andamento, anche nel centro capoluogo, dove sono concentrati un numero consistente di extracomunitari, in passato fautori della crescita.

tione di trento chiesa - foto zini

Le cifre fornite dal locale ufficio anagrafe, del resto, evidenziano un saldo negativo di 47 abitanti. I nati sono 35 (22 maschi e 13 femmine), i morti 49 (28 maschi e 21 femmine), i nuovi iscritti al casellario anagrafico sono 133 (54 maschi e 59 femmine), mentre i cancellati sono 151. In questo caso con una netta prevalenza delle persone di sesso femminile (86) su quelli di sesso maschile (65).
Lo scorso anno a cedere posizioni era stata solo la realtà frazionale di Saone (2 abitanti in meno). Ma ora, è l'intera popolazione a subire un calo di quasi cinquanta unità. Negli ultimi decenni la popolazione, nonostante il calo demografico generalizzato degli altri comuni del circondario, era crescita soprattutto grazie alla presenza degli extracomunitari e comunitari provenienti in massima parte dall'Albania (115), Romania (89), Marocco (60), Macedonia (54), Ecuador (33), Pakistan (26), Tunisia (25) e altre etnie minori. 470 e più immigrati che rappresentano oltre il 13% della popolazione residente.
Oggi però nemmeno la loro presenza e la loro elevata prolificità, ha evitato che il saldo demografico potesse essere caratterizzato dal segno meno.

Per la prima volta, dopo il censimento del 1936 che aveva fatto toccare il minimo storico degli ultimi 100 anni con appena 2.205 abitanti, i dati anagrafici sono tornati in rosso. Dal censimento del 1921 (ultimo gestito direttamente dai comuni, prima di essere affidato all'Istat) con all'attivo 2.933 abitanti, il paese era precipitato vicino a soglia 2.000, anche per le emigrazioni che avevano caratterizzato scorcio iniziale del secolo. Solo dal 1950 in poi i grafici erano tornati a salire, fino alla battuta di arresto odierna.

Nonostante gli scostamenti, il centro rimane tra i più appetiti dell'intera asta comprensoriale. E gli indicatori dicono che l'indice di dipendenza strutturale, cioè gli individui a carico di 100 che lavorano, è di 52,2. Mentre l'indice di vecchiaia è di 140 anziani su 100 giovani. Tra le curiosità: i coniugati sono solo 300 in più dei celibi o nubili (1.791 contro 1.477). Mentre le femmine sopravanzano i maschi di circa 150 unità.